Il parco di Villa de Sanctis (conosciuto anche come parco casilino-labicano) è il luogo dove il prossimo 13 luglio alle 24:00 prenderà il via la prima sei ore di Roma.
Si trova nel quartiere che da un punto di vista amministrativo si chiama Casilino23, ma ormai conosciuto con il nome del parco dopo che una consultazione locale prese questa decisione, tanto che ormai il quartiere è indicato come Villa de Sanctis anche nelle indicazioni stradali.
Questo luogo, come molti altri a Roma, ha una caratteristica: è un sito archeologico di rilevante importanza storica.
Cercherò di essere breve perché le cose da esporre sono tante, possibilmente completo e chiaro perché al gruppo che sta organizzando l’evento sportivo piace farvi sapere il posto dove correrete.
La zona dove sorge il parco, ai tempi antichi, faceva parte dei possedimenti di Elena madre di Costantino, si proprio lui l’imperatore romano. Tutta l’area, ben più estesa, era chiamata Ad Duos Lauros.
In questa area si trovano:
Mausoleo di S.Elena
Monumento funerario costruito tra il 326 e il 330 che in origine doveva fungere da sepolcro per l’imperatore Costantino, ma che invece nel 328 accolse le spoglie della madre Elena.
Costantino fece edificare tale 

monumento sopra la necropoli degli “equites singolares augusti” in pratica la cavalleria personale dell’imperatore o la guardia pretoriana chiamatela come volete. Lo fece dopo averne sciolto le fila a seguito della battaglia di Ponte Milvio nel 312, quando tale corpo speciale si schierò con il suo rivale Massenzio.
Costantino I, detto il Grande, è colui che impose la religione cristiana come culto ufficiale dell’impero. Questo avvenne quando nel 325 lui stesso convocò il primo concilio di Nicea. I motivi furono di natura pratica e politica, il periodo era turbolento e oltre agli antichi culti delle popolazioni conquistate si aggiungevano le liti, spesso vere e proprie lotte, fra i seguaci dei molteplici cristianesimi che si erano creati nel tempo. Tutto questo stava accelerando un processo di disgregazione dell’impero. Costantino intuì che un’unità religiosa di tipo monoteistico (ricalcando il culto di Mitra nella versione greco-romana) avrebbe potuto garantire una coesione tra i popoli e soprattutto tra le truppe dell’esercito per forza di cose sempre più eterogenee.  L’occasione fu fornita dalla posizione di Ario che non riconosceva la natura divina di Gesù creando un’ulteriore grave frattura nel tessuto religioso. In pratica l’obiettivo che diede ai partecipanti fu di discutere su tutto quello che volevano ma il concilio si sarebbe dovuto concludere con una scelta definitiva sulla religione da seguire. E così fu. Per concludere è in quel concilio che, tra tante altre cose, fu definita la preghiera del Credo, il cui nome completo è Credo niceno-costantinopolitano.
Voglio ricordare una caratteristica particolare del mausoleo, la sua cupola doveva avere un peso notevole e per alleggerirlo furono inserite una serie di anfore vuote. Una tecnica usata anche in altre costruzioni come, ad esempio, una costruzione analoga nella vicina villa Gordiani. Tali anfore si chiamavano pignatte, e da ciò deriva il nome di Torpignattara il quartiere confinante e che prima della nascita del Casilino23 comprendeva Villa de Sanctis.
Chiesa dei Santi Marcellino e Piero
La chiesa sorge sui resti dell’antica basilica paleocristiana dei Santi Marcellino e Pietro.
Al di sotto della chiesa e del parco di Villa de Sanctis si trovano le catacombe che prendono il nome dei santi.
Furono Scavate tra il III e il IV secolo, presumibilmente anteriori o contemporanee alle persecuzioni inflitte ai cristiani da Diocleziano (284-305).
Tali catacombe si suppone abbiano ospitato cristiani molto ricchi, questo perché si sono trovati dei meravigliosi affreschi, oggi riportati alla loro originaria bellezza.
Si estendono per circa 18 mila metri quadri e sono profonde 16 metri, queste catacombe indubbiamente rappresentano un autentico tesoro della Roma Cristiana Sotterranea.
Per concludere vorrei fare un accenno alle zone che si trovano in prossimità della nostra Villa de Sanctis, il parco degli acquedotti, Centocelle, villa Gordiani.
Parco degli Acquedotti
E’ un’ampia zona di verde che prende il nome dal fatto che è attraversata da sette acquedotti romani, alcuni interrati altri sopraelevati, tutti capolavori dell’ingegneria degli antichi romani.
Questi sette acquedotti sono quasi la metà dei sedici che fornivano l’acqua all’’urbe e alle tenute che la circondavano.
Anche qui, oltre la tecnica di costruzione, degni di interesse sono alcuni siti archeologici come, ad esempio, il Campo Barbarico, la tomba dei cento scalini, la Tor Fiscale, la Villa dei Sette Bassi che non si chiama così perché era la dimora dei sette nani ma perché fu fatta costruire da Settimio Basso prefetto sotto l’imperatore Settimio Severo, e rappresenta la seconda più estesa del suburbio romano (per completezza d’informazione la più grande costruzione di questo tipo è la villa dei fratelli Quintili, Sesto  Condiano e Sesto  Valerio Massimo entrambi consoli nel periodo imperiale di Antonino Pio e Marco Aurelio. Anche tale villa è vicina alla nostra zona).
 Centocelle
Tre cose importanti da ricordare, anzi quattro.
La prima consiste nel fatto che il nome deriva da Centum Cellae una cittadella militare costruita nel periodo di maggiore espansione dell'Impero romano. Era formata da numerose stanze (cellae), che ospitavano i 100 migliori cavalieri della guardia imperiale dell'imperatore Costantino I, gli Equites Singulares, con i loro cavalli.
La seconda riguarda l’omonimo aeroporto militare che ne porta il nome, fu il primo aeroporto italiano inaugurato il 15 aprile del 1909 quando un “certo” Wilbur Wright venne per una serie di dimostrazioni sull’affidabilità dell’invenzione sua e del fratello Orville: il volo umano tramite mezzo meccanico a motore.
Fece una serie di esibizioni con il famosissimo Flyer il primo aereo, un biplano, che i due fratelli costruirono e il 24 aprile dimostrò il volo girando per la prima volta in assoluto un filmino da un aereo in volo.
La terza rappresenta un orgoglio per la città e gli abitanti del quartiere; proprio per la presenza dell’aeroporto durante la seconda guerra mondiale la zona fu teatro di aspre battaglie tra gli alleati e i tedeschi per il controllo delle piste e quando i tedeschi occuparono l’aeroporto questo e il quartiere furono oggetto di forti bombardamenti da parte degli americani. Durante questo periodo la partecipazione degli abitanti del posto fu importante e spesso eroica. Parecchi anni dopo il quartiere ottenne per questi fatti un’alta onorificenza, che riporto fedelmente:
“22 novembre 2017, al quartiere Centocelle viene assegnata la medaglia d'oro al merito civile.
  Medaglia d'oro al merito civile
 «Dopo l'armistizio la Comunità locale si distinse per lo straordinario impegno profuso, al fianco dei militari italiani, nella strenua difesa del locale aeroporto militare, poi occupato dai paracadutisti tedeschi, e, quindi, divenendo obiettivo di numerosi e violenti bombardamenti da parte delle truppe alleate, che provocarono molte vittime civili e ingenti danni all'abitato. Durante i nove mesi dell'occupazione nazifascista, nonostante i patimenti, la popolazione seppe reagire con indomito coraggio, partecipando attivamente alla lotta partigiana, ponendo in essere varie azioni di sabotaggio a danno delle truppe tedesche e subendo le relative rappresaglie, durante le quali numerose persone furono arrestate, torturate e fucilate, e molti giovani inviati ai campi di lavoro. Fulgido esempio di lotta comune, orientata alla conquista della libertà e della democrazia.»
— Settembre 1943/giugno 1944 - Quartiere "Centocelle" – Roma”
La quarta è semplice, ce sò cresciuto io!
Villa Gordiani
E’ un altro vasto parco di alto interesse archeologico.
Prende il nome dalla famiglia patrizia dei Gordiani che diede tre imperatori a Roma, Marco Antonio Gordiano(I) Semproniano Romano Africano, suo figlio Marco Antonio Gordiano(II) Semproniano Romano Africano e Marco Antonio Gordiano(III) Pio che ebbe come nonno Gordiano I e zio Gordiano II.
Le vestigia archeologiche più importanti sono il mausoleo, simile per forma e tecnica di costruzione al mausoleo di S.Elena (uso di anfore vuote, ricordate le famose pignatte), e la Torre degli Schiavi costruita nel XIII secolo.
Era una torre di avvistamento e nel 1347 fu utilizzata durante le lotte tra i Cola di Rienzo e i Colonna che vi si accamparono e che successivamente conquistarono .
Nel 1571 la torre divenne proprietà della famiglia di Vincenzo Rossi dello Schiavo e da questi prese il nome di "Tor de' Schiavi".
Bene, siamo giunti al termine dell’excursus sui luoghi interessati dall’evento sportivo che sarà ospitato da Villa de Sanctis.
Spero di non avervi annoiato ma, anzi, di aver sollecitato un po’ di curiosità.
Quando verrete potrete godere di queste cose e approfondire le informazioni che avete trovato in questo breve scritto.
Vi saluto cordialmente tutti, podisti o semplici lettori.
Ah, dimenticavo: per quelli che verranno a correre state attenti a non prendere a calci i sassi che potreste trovare durante la gara o durante le vostre passeggiate, su quei sassi potrebbe essersi seduto un imperatore!
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  • via dei Gordiani, 5 - 00177 Roma
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