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Una corsa nella storia

Flavia Giulia Elena, conosciuta come Sant’Elena, era una donna di origini modeste che divenne madre dell’imperatore Costantino e, grazie a lui, assunse un ruolo di grande prestigio come Augusta.​
La tradizione cristiana la ricorda per la sua pietà e per il sostegno alla Chiesa nascente, tanto da essere venerata come santa sia in Oriente sia in Occidente.​

Secondo i racconti agiografici, Elena compì un viaggio in Terrasanta dove avrebbe ritrovato i resti della Vera Croce di Cristo e altri oggetti legati alla Passione, come i gradini della Scala Santa contribuendo a rafforzare il legame tra la dinastia costantiniana e i luoghi santi del Cristianesimo.​

La figura di Elena

La figura di Elena è legata anche ad altre tradizioni romane, come quella della Scala Santa, i 28 gradini che, secondo la pietà cristiana, appartenevano al pretorio di Ponzio Pilato a Gerusalemme e sarebbero stati saliti da Gesù nel giorno della condanna.​
La tradizione attribuisce proprio a Sant’Elena il trasferimento di questi gradini in Roma nel IV secolo, inserendola ancora una volta nel ruolo di imperatrice che porta nel cuore dell’Impero le reliquie centrali della fede cristiana.​

In questo intreccio di monumenti, reliquie e memoria, Elena appare come figura di passaggio: nata in un mondo ancora pienamente pagano, diventa madre del primo imperatore favorevole ai cristiani e protagonista simbolica della trasformazione religiosa e politica dell’Impero romano.​ Morì intorno al 329–335 d.C., quando Costantino era ormai saldamente al potere e impegnato a modellare l’Impero su un orizzonte religioso nuovo, profondamente segnato dalla fede cristiana.​

Il Mausoleo di Elena a “Ad Duas Lauros”

Situato nel settore orientale del suburbio romano, lungo l'antica via Labicana (corrispondente all'odierna zona di Tor Pignattara sulla via Casilina), il complesso monumentale di Ad Duas Lauros rappresenta uno dei siti più significativi della Roma costantiniana. Il fulcro dell'area è costituito dal binomio inscindibile tra la Basilica dei Santi Marcellino e Pietro e l'imponente Mausoleo di Elena.

 Una Scelta Strategica e Politica: La localizzazione del complesso non fu casuale, ma dettata da una precisa volontà politica di Costantino. L'area sorgeva infatti sopra la necropoli degli Equites Singulares, la cavalleria d'élite imperiale. Poiché questo corpo militare era rimasto fedele al rivale Massenzio durante la battaglia di Ponte Milvio, Costantino ne decretò lo scioglimento e scelse di edificare il mausoleo e la basilica proprio sopra il loro cimitero. Tale operazione ebbe un forte valore simbolico: un vero e proprio gesto di dominio e "damnatio memoriae" sui vinti attraverso l'architettura cristiana.

 

Architettura e Destinazione del Mausoleo: Costruito tra il secondo e il terzo decennio del IV secolo d.C., il mausoleo si presenta come un monumentale edificio a pianta circolare, caratterizzato da un'ampia aula cilindrica un tempo sormontata da una cupola. Sebbene oggi sia noto come il luogo di sepoltura della madre dell'imperatore, la ricerca storica ipotizza che la struttura fosse stata originariamente progettata per lo stesso Costantino. Solo in un secondo momento, forse a causa dello spostamento della capitale a Costantinopoli o per onorare la figura materna, il monumento sarebbe stato riservato esclusivamente alla sepoltura di Elena. Sebbene non vi siano certezze documentarie assolute, molti indizi archeologici (come le decorazioni belliche sul sarcofago di porfido) supportano questa tesi.

“Torpignattara” e la cupola allegerita da anfore

La cupola del mausoleo era costruita in calcestruzzo romano e alleggerita grazie all’inserimento di numerose anfore di terracotta vuote all’interno della struttura muraria, una tecnica nota in altri edifici tardo‑imperiali.​
Quando la volta crollò parzialmente nei secoli successivi, queste anfore divennero visibili nella sezione del tamburo, colpendo l’immaginazione degli osservatori.​

Per questo il monumento fu soprannominato “Torre delle Pignatte”, dove “pignatte” indica appunto le anfore di terracotta incastonate nella muratura, e da tale soprannome derivò il toponimo dell’intero quartiere, Torpignattara.​
Il mausoleo, pur inglobato oggi nel tessuto urbano della periferia, conserva ancora l’imponenza della sua struttura cilindrica e la memoria di questa singolare soluzione architettonica.​

Il sarcofago di Elena e la sorte delle sue spoglie

All’interno del mausoleo si trovava un monumentale sarcofago in porfido rosso, materiale riservato alla famiglia imperiale e associato alla regalità.​
La decorazione, con scene di cavalieri romani e barbari prigionieri, ha spinto molti studiosi a ritenere che il sarcofago fosse stato concepito per un imperatore guerriero (forse Costantino) e poi riutilizzato per Elena, più legata nella memoria alla pietà che alle imprese militari.​

Nel XVIII secolo il sarcofago fu trasferito in Vaticano e oggi è esposto nella Sala a Croce Greca del Museo Pio‑Clementino, dove è visibile come una delle più importanti testimonianze dell’arte funeraria tardo‑antica.​
Le spoglie di Elena, nel corso dei secoli, subirono spostamenti e dispersioni, ma la memoria della sua sepoltura presso Ad Duas Lauros rimase legata al mausoleo e al complesso circostante.​

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